Astronomia Babilonese

George Bertin, Londra, 22 marzo 1887
Traduzione di F. Zavatti da: Academy, vol.31, p.223, 1887
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Come tutti gli altri assirologi, ho affrontato il soggetto con un convinto credo nella conoscenza astronomica dei Caldei, antica e famosa nel mondo.
Ma, dopo aver esaminato molti testi di tutti i periodi, sono stato costretto a giungere alla conclusione che i Babilonesi non ebbero mai alcuna idea dei moti celesti e che semplicemente registravano i fenomeni celesti assieme agli eventi che avvenivano contemporaneamente sulla terra, nella convinzione che gli stesi fenomeni sarebbero stati sempre accompagnati dagli stessi eventi.
Il moto apparentemente irregolare dei pianeti - delle cui regolarità e dei cui periodi di rivoluzione non avevano la più pallida idea - e anche i colori, le dimensioni ecc. delle stelle indicavano per loro un evento locale. Non erano in grado di prevedere le eclissi, solari e lunari, nè il riapparire di un pianeta in una particolare zona di cielo. Avevano però scoperto che Lucifero e Vespero erano identici (entrambi erano il pianeta Venere, al mattino e alla sera, rispettivamente, ndt) e anche il carattere duplice di Mercurio come stella della sera e del mattino. Ma i moti di questi pianeti erano sconosciuti, proprio come i moti di tutti gli altri corpi celesti.

Per quanto riguarda il calendario, ci sono tracce di molte riforme. Il calendario più antico, che può essere chiamato preistorico, e che fu probabilmente introdotto in Mesopotamia dai primi Semiti, divideva l'anno in dieci periodi di trentasei giorni l'uno, raggruppati in nove, così da formare quattro settimane di nove giorni in ognuna delle dieci divisioni dell'anno. Questo calendario era puramente solare. La prima riforma fu fatta, ne sono convinto, dagli Accadici dopo la loro invasione. Come tutti gli altri popoli Turaniani (popoli dell'est Europa - Asia centrale, ndt), gli Accadici usavano un anno lunare e tentarono, una volta stabilitisi in Mesopotamia, di adattare (modificare per i loro scopi, ndt) il più vecchio calendario dei Semiti conquistati. Per fare questo, tagliarono le divisioni dell'anno a trenta giorni ma le aumentarono di due, costruendo dodici mesi di trenta giorni ciascuno. Questa riforma rese il calendario meno accurato e, per rimediare, si usarono mesi supplementari o intercalari- Secondo Nisan, Secondo Elul e Secondo Adar. Il primo, senza dubbio, ha smesso di essere usato in una data molto antica e non è mai apparso in periodi storici; gli altri due sono stati usati fino alla fine della dinastia persiana.
Bisogna notare che i mesi supplementari non furono introdotti in modo regolare e seguendo regole certe, ma solo quando il sacerdote trovava che l'anno civile non era più in accordo con i fenomeni fisici attesi - ad esempio l'aumento delle acque dei fiumi.

Sembra che l'anno Accadico, prima della conquista di Babilonia, fosse composto di dodici mesi lunari di ventotto giorni e che ogni mese fosse diviso in quattro settimane di sette giorni ognuna. Dato che queste settimane non potevano coprire esattamente un mese di trenta giorni, questa divisione fu abbandonata nel calendario ufficiale anche se continuava ad essere usata dal popolo. È da questa settimana che deriva la nostra. Ogni giorno era consacrato ad uno dei pianeti, e nello stesso ordine - Sole, Luna, Mercurio, ecc.
Una costruzione più scientifica della settimana degli astrologi fu realizzata ad Alessandria sotto i Tolomei.


Scritta il 5.3.09. Ultima modifica: 6.3.09