TORO
Fig. 1 - Allineamenti per trovare la
costellazione del Toro
Fig. 2 - Stelle della costellazione del
Toro
Cenni di mitologia
Aldebaran, la stella più luminosa del Toro e perciò detta
Tauri, deriva il suo nome dal termine arabo
al-dbaran, la "successiva", quella che segue le Pleiadi. Gli arabi la
chiamavano anche l'occhio del Toro e gli ebrei l'occhio di
Dio.
Questa è la più antica costellazione dello zodiaco. Nessuna
mitologia, nessuna leggenda associa la costellazione precedente, i Gemelli,
al ritorno della primavera, o al rinnovamento dell'anno. Sembra proprio che
l'astronomia osservativa sia nata quando l'equinozio di primavera passava
per Aldebaran, circa 3000 anni prima di Cristo. E' circa in questo periodo
che le costellazioni zodiacali sono state riunite nella fascia che di mese
in mese viene attraversata dal Sole.
All'inizio il Toro veniva raffigurato intero con le Pleiadi che ne
costituivano la coda, ma da circa 3000 anni viene mostrata la sua parte
anteriore, come appare in fig.2.
Oggetti notevoli nella costellazione
La stella
è una doppia molto
larga, di 4.a magnitudine e quindi visibile bene con un binocolo. La
distanza tra le componenti è di 5'37".
Aldebaran è una stella doppia, di separazione circa 100". È
molto difficile osservarla a causa della forte differenza di
luminosità tra i due oggetti.
Tra
e
, all'interno del "muso del Toro" si trovano
le Iadi, un ammasso aperto molto ben visibile con un modesto binocolo.
A circa 1º a nord della stella
si trova
la Nebulosa del Granchio o Crab Nebula, chiamata così
per la sua forma. Questa è la
prima nebulosa scoperta da Messier ed è quindi nota come M1. Messier
la trovò casualmente, mentre seguiva la cometa del 1758 (aveva la
qualifica di cacciatore di comete del re) e da questa scoperta si
decise a costruire il suo catalogo. Non è visibile con un binocolo e
per osservarla è necessario almeno un piccolo telescopio.