Un bel giorno d'inverno all'orsa nacque una bimba che venne chiamata
Orsetta oppure Piccola Orsa (qualcuno che sapeva
molte cose la chiamò anche Orsa Minore, cioè
più piccola). Proprio a causa di questi "piccola" e "minore" la sua mamma si
chiamò da allora Grande Orsa oppure Orsa
Maggiore.
Proprio come fanno i bambini, anche Orsetta mangiava sempre e voleva il
latte della sua mamma Orsa. Era anche troppo piccola per allontanarsi dalla
sua casa (o tana); al massimo teneva la codina sulla porta (per sapere
dov'era), usciva solo per la lunghezza del corpo e girava un po' intorno
alla tana, senza quasi muovere la punta della coda.
La mamma non si muoveva mai, sempre pronta a far giocare il suo cucciolo
e a dargli da mangiare. Faceva solo qualche passo intorno alla casa, per
vedere se riusciva a catturare qualche animale o a trovare qualcosa da
mangiare, magari qualcosa lasciato da un contadino che viveva da
quelle parti. Era anche un po' preoccupata perchè vicino alla loro
tana viveva anche un drago che poteva far paura all'orsetta, se fosse
rimasta da sola.
La Grande Orsa non si allontana mai dalla Piccola Orsa proprio per
difenderla e per impedire al drago di avvicinarsi.
E vissero felici e contenti ....
rappresentazione delle Orse su tabellone
Problemi-
storia troppo melensa che non si adatta all'attuale
situazione madre-figli. La mamma orsa che non si allontana mai,
mentre le mamme dei bimbi "li abbandonano" per andare a lavorare.
Forse no: in questo caso basta staccare Mamma Orsa e allontanarla per un
po' dall'orsetta, per simulare la mamma che va via, ma poi ritorna.
Modifiche-
descrivere con più dettagli la vita
dell'orsetta. Il prato e gli alberi vicino a casa, i fiori, il ruscello.
Raccontare del sole che la scalda di giorno, mentre la sera si stringe alla
mamma. Descrivere il drago e il contadino: inserire una possibile alleanza o
una lotta tra loro.
Attività-
preparare un cartellone con le due orse fatte
come in figura e legate al Polo Nord Celeste con una fettuccia (vengono
tenute ferme con una puntina nel corpo). Sapendo che ogni giorno alla
stessa ora sono nella stessa posizione, far valutare il loro spostamento
dalla mattina al pomeriggio.