1.3 - La prima chiesa di San Marco

Fig. 1 |
Per ospitare la reliquia si costruisce immediatamente una
cappella posta tra San Teodoro e il castello. Finanziata dallo stesso
doge Giustiniano Partecipazio doveva consistere in un edificio dall’impianto
centralizzato, il cui punto focale era la stessa sepoltura di Marco sul modello
del Sepolcro gerosolomitano (come attestano numerose cronache). L’edificio,
salvo modifiche dovute a restauri dopo un incendio del 976, restò in
uso fino all’XI secolo, quando la ricostruzione voluta dal doge Domenico Contarini
ne decretò la fine, ma non la distruzione. Gli studi e le indagini archeologiche
hanno dimostrato infatti che l’attuale cripta [fig. 1] (e quindi l’area presbiteriale
stessa della chiesa attuale) sorge su murature e fondazioni più antiche,
la cui interpretazione, correlata ad altre informazioni archeologiche dell’area
circostante (tutta compresa nell’attuale chiesa) consente di formulare un’ipotesi
ricostruttiva della pianta di quel primo luogo di culto. Si trattava di un
edificio a pianta centrale absidato e cupolato provvisto di ambienti che lo
precedevano (la cosiddetta paleocripta) fungendo da loggia (su modelli occidentali
e in analogia con i loggiati della cappella palatina di Aquisgrana; vedi il
modulo La
rinascita dell'impero in Occidente: da Carlo Magno agli Ottoni,
3.1),
e da un atrio porticato. Forme quindi ricollegabili alla funzione di martyrium/memoria,
la quale dalla tarda antichità aveva sviluppato una linea tipologica distinta
da quella basilicale, con ricchezza di esemplificazioni.