scheda 7-1

1.7.1 L'Olocene e l'avventura umana

EraPeriodoMaEpoca
PaleozoicaPrecambriano
Cambriano
Ordoviciano
Siluriano
Devoniano
Permiano
625
500
440
400
350
220
 
MesozoicaTriassico
Giurassico
Cretaceo
190
130
65
 
CenozoicaPaleogene (Terziario)


Neogene (Quaternario)
60
40
25
6
---
3
oggi
Paleocene
Eocene (articolo)
Miocene
Pliocene
----
Pleistocene
Olocene

Come appare dalla tabella, il Quaternario è il periodo attuale, iniziato circa 3 milioni di anni fa con l'epoca Pleistocene come seconda parte dell'era Cenozoica. La seconda parte del Quaternario, l'Olocene, è è iniziata circa 10000 anni fa e continua ancora. L'uso dei termini "Terziario" e Quaternario" è attualmente fortemente sconsigliato e ne è vietato l'uso nelle pubblicazioni scientifiche. Si dovrebbero usare i termini "Paleogene" e "Neogene" rispettivamente, come si può vedere nella tabella della scala dei tempi geologici. L'Olocene è caratterizzata da un forte riscaldamento della Terra ed è quello che viene comunemente detto interglaciazione, cioè un'epoca compresa tra due periodi freddi (glaciazioni). L'alternanza di glaciazioni e interglaciazioni sulla Terra negli ultimi 100000 anni si vede in questo grafico o, ancora meglio, in questo, con la sua didascalia, preso da Science (copia locale). Si può pensare che l'uomo, dalla sua nascita, abbia dovuto sottostare a circa 30 glaciazioni e interglaciazioni: da ognuna è uscito più o meno malconcio, con la perdita di uno o più rami della sua linea evolutiva e con successive espansioni (nei periodi caldi) e contrazioni delle aree occupate, quasi esattamente come facevano gli animali che però avevano sviluppato autonome caratteristiche atte a superare i rigori del freddo.

L'andamento della temperatura negli ultimi 400 mila anni, insieme alle variazioni di concentrazione di anidride carbonica (CO2) e metano (CH4) viene mostrato in questo grafico, mentre l'andamento di temperatura negli ultimi 1000 anni, per mettere in evidenza l'inizio della rivoluzione industriale, è mostrato in questo altro grafico.

Non sempre tutto appare chiaro nei dati che mostrano il riscaldamento globale della superficie terrestre e nella loro rappresentazione: il grafico e i successivi mostrano dati della stessa fonte (NOAA (*), anomalie di temperatura media su tutta la Terra, mese per mese) che cambiano nel tempo (anche i dati storici che dovrebbero essere immutati: vedi ad esempio la differenza tra i dati fino a novembre 2011 e i dati fino a dicembre 2011) quando si aggiunge un nuovo set di valori. Come ulteriore esempio viene mostrato il confronto tra i dati fino a novembre 2011 e quelli fino a gennaio 2012.
Come esempio di quanto può cambiare la percezione degli stessi dati, ne viene mostrata un'altra rappresentazione dalla quale si può dedurre che dal 2004 la temperatura media terrestre non cresce (o forse diminuisce leggermente). Anche il grafico che confronta le anomalie di temperatura e l'anidride carbonica (CO2) mostra che dal 2004 in poi il riscaldamento globale non segue l'aumento di questo gas serra. Il grafico cosiddetto "hockey stick" (mazza da hockey) che alcuni anni fa prevedeva un aumento esponenziale delle temperature attorno all'anno 2000 non è confermato dai dati sperimentali, nel senso che non si vede un'accelerazione dell'aumento di temperatura, come abbiamo visto in precedenza. Da quest'ultimo grafico si nota che l'aumento di temperatura tra gli anni 1910-1945 è molto simile all'aumento tra gli anni 1975-2000, quando le immissioni in atmosfera di gas serra erano molto diverse.
Questo non significa che le previsioni "catastrofiche" siano sbagliate, almeno a livello di ipotesi. Significa solo che i dati sperimentali e i modelli matematici che fanno le previsioni sono ancora molto incerti e che quindi le previsioni non mostrano scenari attendibili, anche perchè non tutte le possibili cause delle fluttuazioni di temperatura sono state prese in considerazione -in particolare le cause astronomiche connesse con i moti e le possibili influenze tra i corpi del sistema solare.
Come esempio di questo mostro un grafico di Nicola Scafetta che da anni modella le temperature terrestri usando i moti e le influenze planetarie, con risultati sorprendenti come si vede dalla figura precedente.

Un sito che tratta il problema è climatemonitor.it (copia locale). I dati originali possono essere scaricati dal sito ftp del NOAA.

Se vogliamo rappresentare questi fatti in modo schematico e "brutale", possiamo dire che nei circa 3 milioni di anni precedenti l'Olocene non è successo nulla. Nell'Olocene (vedi anche questa serie di slides), invece, inizia la grande avventura dell'uomo sulla Terra: inizia la domesticazione delle piante e degli animali, inizia una forte crescita nel numero di individui e la loro espansione verso zone che l'interglaciazione rendeva appetibili, inizia la nascita di società organizzate e complesse.
Perché tutto questo e proprio in questo periodo? A questa domanda non c'è risposta, anche perché il tentativo di attribuire il fortissimo sviluppo alla domesticazione e alla sedentarietà si scontra con evoluzioni differenti di popolazioni diverse, ma nelle stesse condizioni. Si può però accettare come risposta, almeno approssimativa, l'esistenza di un insieme di condizioni particolari, condizioni che si sarebbero verificate in alcuni luoghi e non in altri.
La domesticazione delle piante, iniziata forse attorno al 12000 a.C. (14000 anni fa) in Indonesia, India, Indocina, e trasferita (ma potrebbe essere un'autonoma scoperta) in Mesopotamia e sul delta del Nilo, ha portato alla Rivoluzione Agricola e senza dubbio ad un forte avanzamento dell'umanità che ora poteva addirittura conservare le eccedenze alimentari.
L'eccedenza alimentare probabilmente attirava gli animali verso gli insediamenti umani, provocando le prime forme di domesticazione degli animali e quindi la disponibilità "a basso costo" di riserve di proteine per la nutrizione umana, con conseguente aumento di forza fisica e di autonomia. Queste erano senz'altro le condizioni necessarie per un'espansione.

L'accesso al cibo senza essere costretti a cacciare era però anche la condizione necessaria per la vita sedentaria: questo tipo di vita implica a sua volta la diversificazione delle attività e delle capacità e quindi la nascita delle stratificazioni sociali e delle lotte per il possesso di acqua, terra più fertile, ecc., cioè la struttura di base di quella che chiamiamo società organizzata.
Lo stadio successivo dell'organizzazione umana derivò -anche se gli studiosi non sono ancora d'accordo su questo aspetto- probabilmente dal fatto che i villaggi si organizzarono in città nelle quali si accentravano i poteri economico, militare, religioso: non è chiaro come, ma la nascita delle grandi città è connessa con la nascita degli stati (con capitale, capi, esercito ...). Tra 6000 e 5000 anni fa apparvero lo stato dei Sumeri, nel sud dell'Iraq, più o meno nello stesso periodo della prima unificazione dell'Egitto, e lo stato di Uruk nell'attuale Iran. Furono seguiti da Babilonia (a nord dei Sumeri) e dall'Assiria (lungo la valle del Tigri). Quando gli Ittiti crearono un grande stato nell'Anatolia, altri grandi stati erano sorti nella valle dell'Indo (Pakistan) e in Cina a testimonianza della diffusione di questa forma di organizzazione.

Le trasformazioni realizzate nell'Olocene

Riassumiamo brevemente alcune delle aree in cui l'uomo ha esercitato la sua capacità di modifica nell'Olocene:
Agricoltura:La Prima Rivoluzione Agricola è stata seguita da altre due: quella organizzativa e quella genetica, tuttora in corso. Intere regioni sono state terrazzate, recintate e messe a cultura. Enormi branchi di animali percorrono ogni angolo del globo. La superficie terrestre è stata profondamente modificata.
Amministrazione:Il mondo è stato diviso in più di 200 paesi ed altre entità. Lo stato moderno è complesso e comprende la capitale, i capoluoghi di provincia, i confini.
Urbanizzazione: In qualche secolo la popolazione urbana è diventata maggioritaria. Fino al XX secolo le città erano state abbastanza rare. Oggi molte contano più abitanti di intere nazioni. Le grandi città simboleggiano l'Olocene come nient'altro.
Industrializzazione: L'industrializzazione come la conosciamo, è uno sviluppo tardo dell'Olocene: le prime industrie esistevano 6000 anni fa e si diffusero in tutto il mondo. La Rivoluzione industriale nasce poco più di due secoli fa ed ha trasformato la produzione di manufatti e la domanda di risorse naturali. Il rovescio della medaglia è rappresentato dalla notevole produzione di scorie e scarti di lavorazione.
Trasporti e Comunicazioni: Marchio molto importante impresso dall'uomo è la rete di vie di trasporto e di comunicazione: strade, porti, canali, aeroporti, reti elettriche, reti di telecomunicazione sono le prove dell'esistenza di una civiltà moderna, prove che forse neanche un prossima glaciazione riuscirà a cancellare.
Popolazione:L'espansione della popolazione mondiale nell'Olocene oscura tutto il resto: ogni mese l'incremento della popolazione mondiale è superiore al numero di abitanti dell'intero pianeta all'inizio dell'Olocene. La popolazione mondiale è passata da 6 milioni a 7 miliardi con un aumento di 1000 volte, aumento che si è avuto in gran parte in meno due secoli.

(*) NOAA= National Oceanic and Atmospheric Admistration

Ultimo aggiornamento: 4.2.13