Didattica della Geografia
Scienze della Formazione Primaria per - indirizzo: Scuola dell'Infanzia
Libera Università di Bolzano -- Sede di
Bressanone
a.a. 2012-2013
Docente: Franco Zavatti
e-mail: franco.zavatti@zafzaf.it
Bibliografia
Indice Generale
Indice Analitico
Convertitore di
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Introduzione
In questo corso mi propongo di fornire elementi di meditazione connessi con
l'apprendimento della geografia, intesa in senso lato, nella scuola
materna.
Una cosa mi è chiara: i bambini di età compresa tra 3 e 6
anni apprendono qualsiasi cosa in modo totale, utilizzano tutti i sensi che
hanno a disposizione e non sanno che esistono la Geografia, la Storia o le
Scienze. Impareranno queste divisioni durante la crescita e sapranno
distinguere tra il momento del disegno e quello del racconto
delle
cose che hanno visto durante una passeggiata; tra il momento del
pasto e quello del sonnellino.
Vorrei citare un passo di Dewey (in "Scuola e Società", trad.it.,
Firenze, La Nuova Italia, 1949, pag.65) tratto dal volume di Carla Grazzini
Hoffmann ("Fare scienze nella scuola di base", Firenze, La Nuova Italia,
2000, pag.117):
"L'esperienza ha il suo aspetto geografico, i suoi lati artistico e
letterario, scientifico e storico.
Tutti gli studi traggono origine dall'unica terra e dall'unica vita
vissuta sopra di essa.
Noi non abbiamo una serie di terre stratificate, una delle quali è
matematica, un'altra fisica, un'altra storica e così via. Non saremmo
in grado di vivere in nessuna di esse presa isolatamente. Noi viviamo in un
mondo in cui tutte le parti sono legate tra loro. Tutti gli studi traggono
origine dalle relazioni in un solo grande mondo comune. Quando il ragazzo
vive in una relazione concreta e attiva con questo mondo comune, i suoi
studi sono naturalmente unificati.
Porre in relazione i vari studi non è più un problema.
L'insegnante non deve ricorrere a ogni sorta di artifici per intessere una
piccola nozione di aritmetica in una lezione di storia, e così via.
Collegate la scuola con la vita e tutti gli studi sono necessariamente
collegati fra loro."
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In questo brano si delinea, o meglio si sogna, una scuola in grado di
portare gli allievi a contatto diretto con il mondo, così da assorbire
tutta l'informazione trasmessa dalla natura in un'interazione, guidata
anche dall'insegnante, che porta al massimo grado la capacità di
apprendimento.
Se è vero che questa situazione idilliaca non si realizza mai o
quasi mai nella scuola dell'obbligo, è anche vero che il luogo dove si
può realizzare più facilmente è la scuola dell'infanzia,
proprio per la mancanza di parcellizazione e per il modo (e la
capacità) di apprendimento degli alunni.
Non parleremo in questo caso di Geografia o di momento di
Geografia ma di "esperienze predisciplinari" legate al modo di
porre attenzione più precisa verso aspetti geografici presenti durante
le più varie attività.
Malgrado quanto detto finora, però, questo corso è rivolto ad
adulti che, loro sì, dovranno trasferire nelle forme e
nei
tempi "opportuni", definiti dalle caratteristiche della classe, elementi di
conoscenza o forse, meglio, di consapevolezza di esistenza.
Predisporre le occasioni per l'apprendimento significa pensare ai
materiali, agli spazi, ai tempi, alle modalità di conduzione; ma
significa anche interrogarsi su "perché" si pensa di fare in un
certo modo e non altrimenti.
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