Lo scopo è quello di giungere alla consapevolezza del mondo attorno al bambino e ad un maggiore radicamento dei concetti vicino-lontano, alto-basso, grande-piccolo. |
Qualcosa tipo "la montagna Giuseppina" oppure la "montagna dei cervi". Ricordo, in una materna di qualche anno fa, la reciproca offesa mortale: "brutto coniglio che mangia le carote", per cui il nome potrebbe essere davvero qualunque! Vedere anche questo articolo del 2009. |
Forse è importante indagare sulle motivazioni che portano alla scelta
di una montagna e del suo nome, ma questo esula dagli scopi di questo corso
e non ne parleremo (in realtà non saprei bene cosa dire: ci vorrebbe
uno psicologo dell'età evolutiva o di qualcos'altro).
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Il reticolo di paralleli e meridiani (le ascisse e le ordinate,
rispettivamente) si "adagia" sulla superficie terrestre e quindi è un
reticolo curvo in cui si misurano, a rigore, archi di cerchio
e angoli sottesi da questi archi.
Per poter trasferire questo insieme "curvo" su una carta - cioè su un piano - è necessario studiare metodi geometrici e matematici che permettano di fare questo con il minor numero di errori possibile. L'insieme dei metodi utilizzati per "proiettare" una sfera su un piano si chiama Cartografia (vedere anche un articolo sulla proiezione di Peters e i suoi aspetti socio-politici e la foto di una carta). Cenni storici sulla Cartografia si possono trovare in questa pagina o in questa o anche a questa voce di Wikipedia (in inglese). | ![]() |
Voi conoscete già la cartografia e le proiezioni cartografiche,
cioè il modo di rappresentare la superficie curva della Terra su un
piano (un foglio). Sapete quindi che non è possibile "stendere" una
superficie sferica su un piano senza commettere errori e mantenendo invariate
tutte le grandezze "curve" dopo il trasferimento.
Esistono diversi tipi di proiezione, ognuna delle quali è più adatta a conservare invariata una grandezza (lunghezza; area; angoli, ecc.). Le proiezioni possono essere pure o modificate: le prime proiettano il reticolato di meridiani e paralleli su un certo piano che può essere tangente o secante allo sferoide terrestre; oppure su un cono o un cilindro che poi si sviluppa in piano. Le seconde apportano tutta una serie di correzioni con lo scopo di diminuire (al limite, eliminare) le deformazioni. A quest'ultimo tipo appartiene la proiezione di Tolomeo (conica equidistante), la cui modifica è tale da conservare inalterate le distanze, non solo lungo il parallelo di tangenza ma anche lungo tutti i meridiani.
Su questa superficie si misurano le lunghezze di segmenti di retta e quindi, normalmente, noi tratteremo sistemi di riferimento piani (a 2 o a 3 dimensioni). |
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Se ci riferiamo all'ambiente della scuola dell'infanzia, la parola "topografia" si può tradurre nell'identificazione della posizione della scuola, rispetto a diverse situazioni logistiche che potrebbero essere, a puro titolo di esempio (v. anche scheda 2-1):
Come è ben noto, all'interno della scuola
potremo costruire un sistema di riferimento piano, utilizzando gli spigoli
di una stanza, come nella figura a lato. Rispetto a questo sistema potremo
riferire tutti gli oggetti e le persone presenti nella stanza. Gli elementi
del paesaggio all'esterno sono in posizione troppo complessa per definire le
loro coordinate rispetto agli spigoli di una stanza (valori negativi
delle coordinate, difficoltà a misurare l'altezza ...) e,
ovviamente, non si pensa neppure lontanamente a far utilizzare ai bimbi un
simile sistema di coordinate per l'esterno. Tutto questo non toglie, però, la necessità che i bambini acquisiscano il senso della loro posizione e della posizione di oggetti vicini e lontani rispetto ad un qualche sistema di riferimento. |
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Proposta di progetto o
unità di apprendimento (laboratorio): divisi in gruppi di 3-4
persone, criticate questo schema. Voi cosa fareste per rimarcare il concetto
di posizione? Preparate schemi di cartelloni o qualsiasi altro
strumento riteniate utile.
Usereste oggetti più lontani (catena di monti all'orizzonte, oggetti astronomici come Sole e Luna)? Oppure oggetti più vicini (arbusti del giardino, scaffali della scuola, pali della luce o tralicci)? Preferireste utilizzare un solo oggetto per tutti i bambini o assegnereste un oggetto diverso ad ogni bambino? Vorreste cioè privilegiare una conoscenza comune o personalizzata? |
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In termini più tecnici potremmo dire che i monti di forma più arrotondata hanno un "raggio di curvatura" maggiore o, il che è la stessa cosa, un rapporto base/altezza (b/h in figura) più grande. |
Può derivarne una discussione sul gelato e sui gusti preferiti; su come è fatto il gelato; sulla "collocazione geografica" (nel senso di "posizionamento") dei gelatai vicini alla casa dei bambini o alla scuola. |
In alcune situazioni, tipo presenza di vaste e durature perturbazioni
atmosferiche, nebbia persistente o addirittura impalcature protette da fogli
di plastica opaca, non sarà possibile vedere il monte o la sua parte
superiore e quindi non sarà possibile definirne la forma: questa
impossibilità ad ottenere l'informazione desiderata può essere
vista come un momento di ulteriore apprendimento, da sfruttare appena se ne
presenti l'occasione.
Nelle foto successive viene riportato un esempio realizzato da adulti. Viene mostrata la prima foto e si chiede di tracciare il profilo del monte che è coperto dalle nuvole. La seconda foto è il risultato realizzato da 6 persone (il tratto molto distante dagli altri è una prova). La terza foto mostra il profilo sgombro da nuvole (la scala è un po' differente, per cause di forza maggiore). Cliccare sulle foto per vederle ingrandite. |
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La forma piatta della montagna non si presta molto bene all'esperimento, anche se è ben nota ai "disegnatori". Sicuramente non è adatta ad essere usata con i bimbi, per i quali si userà un'immagine o un disegno da cui sarà possibile estrapolare il profilo nascosto dalle nubi. |
Nell'ambito della discussione sulla montagna può essere introdotta anche una raccolta di "cose della montagna": foto, oggetti, piccoli animali (imbalsamati, ma sarebbe meglio in fotografia!), vestiario (anche quello "vecchio" dei nonni; eventualmente solo le foto dei pezzi più ingombranti), che i bambini potrebbero portare da casa e che le maestre potrebbero far organizzare in qualche forma ai bimbi. Una bacheca e/o un tabellone, preparati coinvolgendo la classe (o diversi piccoli gruppi?). |
Conclusione: |
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Se valutiamo l'altezza degli oggetti confrontandone uno con un altro, dobbiamo essere ragionevolmente sicuri che questi oggetti siano alla stessa distanza. Allora, la siepe dietro alla quale siamo seduti non è più alta dell'abete in giardino: è solo che noi siamo più vicini alla siepe che all'abete. |
Nella scheda 4 viene descritta
schematicamente sia la sensazione di altezza, dalla misura di quanto bisogna
gettare indietro la testa per guardare il bordo superiore dell'oggetto, sia,
nel quarto quadro, l'effetto prospettico della vicinanza e della lontananza.
Quest'ultimo effetto potrebbe essere difficile da comprendere e
soprattutto da "maneggiare" con sicurezza: se è questo il caso,
sarà necessario un lungo addestramento con oggetti e persone diversi.
Per il solo confronto tra altezze diverse si possono usare montagne alla
stessa distanza (più o meno), eventualmente vicine alla "montagna
Giuseppina".
Proposte di progetto:
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Esempio: se si parla dei prati, si può introdurre una famiglia
di marmotte con tre o quattro figli (marmottine) che escono dal letargo
(cos'è il letargo? Quando inizia e termina? Cosa si mangia durante il
letargo? ...) quando l'erba è tenera e adatta alle capriole. Le
marmottine (che possono anche avere un nome) si divertono a fare la lotta
tra loro, a fare gare di corsa e a giocare alle cacciatrici, mentre i
genitori si alternano alla caccia e alla protezione dei giovani.
... E vissero tutti felici e contenti, in attesa dell'inverno e del nuovo letargo. |
Il cartellone è occasione per parlare di ecologia:
quanto è più bello il prato di montagna rispetto ai giardini
"più poveri" delle città, dove c'è inquinamento, auto,
fabbriche, ecc.; e come bisogna non rovinare o distruggere l'ambiente in
modo gratuito. Questo concetto può essere semplificato utilizzando
l'osservazione di piccoli animali (formiche, ragni, lucertole, ...) senza
intervenire dall'esterno e senza distruggere formicai e ragnatele.
... Nella speranza, a volte vana, che le insegnanti non mostrino - o non abbiano - atteggiamenti di paura o di repulsione nei confronti dei piccoli animali: un solo esempio vale più di mille parole e i bimbi capirebbero all'istante che quelli sono esseri di cui avere paura, da rigettare, da distruggere ... |
La scheda 5 e la scheda 6 sintetizzano, in modo certamente troppo complesso, la situazione dopo una gita durante la quale viene raccolto materiale. Forse questo disegno rappresenta meglio la situazione di raccolta del materiale.
Facciamo un passo indietro: dopo la discussione sarà in ogni caso necessario che i bimbi imparino (o che, almeno, dedichino un congruo tempo) a raccontare cosa vedono sulla montagna o, in generale, nell'ambiente scelto e in quale caratteristiche la "loro" montagna si differenzia dalle altre. Avendo già visto la forma e l'altezza, ci si potrà concentrare sul "contenuto", contenuto che si può sintetizzare come nella seguente tabella 1.
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Marrone Rosso Bianco |
Alberi, Erba
Rocce, Erba secca Rocce, Fiori? Neve, Ghiaccio |
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Erba |
Fino a quale altezza?
Mucche, Latte |
(si sovrappongono al territorio) |
Case isolate Impianti sportivi Antenne Cave |
Come si vive (storie famiglia)
Baite, Pastori Divertimento, sci TV, Telefoni (sorvolare) A cosa servono? Ecologia |
(curano il territorio) |
Mele Orti Altro? |
Vino
Frutta, strudel (storie) Ortaggi vari (verdura fa bene) Descrivere brevemente |
Nell'ambito della descrizione dei manufatti, si può organizzare un'uscita della classe
durante la quale una delle maestre precede i bambini e "nasconde" lungo il
percorso oggetti non naturali, come tappi di sughero o di plastica; lattine,
grosse viti, piccole scatole di cartone, sacchetti di confetti, ecc.
Ai bimbi viene poi chiesto di "contare" (sono troppo piccoli per contare, ma
potrebbero registrare a voce e le maestre tenere il conto) quanti oggetti
innaturali o artificiali vedono. Se fosse il caso, ma dipende
dall'età, i bimbi potrebbero dire anche il nome dell'oggetto.
|
Tra i contenuti "non materiali" della montagna possiamo annoverare i
suoni. Durante una passeggiata è possibile far ascoltare ai
bambini (e forse registrarli) i suoni della montagna; da quelli
naturali come scorrere o
scrosciare di acqua, vento che fischia o sibila tra i rami degli alberi, stormire di
fronde, rotolamento di sassi, caduta di pigne, a quelli prodotti
dall'uomo,
come passaggio di veicoli, sirene in lontananza, macchine agricole al
lavoro, richiami tra persone, martellamenti, uso di trapani elettrici, ecc..
Al ritorno in sezione, dopo una discussione guidata su quanto si è ascoltato e sulle cause che potrebbero aver prodotto i singoli suoni, si potrebbe discutere se è possibile riprodurre i suoni ascoltati, e con quali materiali. Dopo il reperimento dei materiali si potranno riprodurre i suoni ascoltati e confrontarli con il ricordo o con la registrazione. (v. ad esempio un progetto educativo ( Ambinfanzia) in un ambiente naturale diverso. |
I bambini del tempo attuale avranno fin troppa dimestichezza con situazioni
in cui quasi tutto è evanescente, "virtuale", etereo o, in breve, con
situazioni in cui il contatto con il mondo avverrà tramite una
tastiera (computer, telefono, bancomat).
Come contraltare, la capacità di utilizzare con naturalezza strumenti
come la vanga, il martello, la sega, la scala a pioli, ma anche nastro e
carta da pacchi, ferri da calza, pulitura di pesci e verdure, mattarello, tenderà a
diminuire (in particolare per i bambini di città, ma anche per quelli
che vivono nei paesi più grandi), con gravi limitazioni alla
possibilità di comprendere una parte importante del mondo e di porsi
correttamente rispetto alla natura.
La scuola dell'infanzia è, quasi per definizione, il luogo dove la
manualità viene praticata con maggiore continuità: l'abitudine a
toccare le cose per appropriarsi delle loro caratteristiche e per
confrontarle, tende a diminuire ma è ancora molto forte. | ![]() |
Nel periodo
più freddo si potrà attuare una specie
di preparazione all'orto vero in terra.
Il classico esempio dei fagioli fatti germogliare nel batuffolo di
cotone può servire, non tanto e non solo per sottolineare
gli aspetti botanici
(le giovani foglie, le radici, il cotiledone ...), che pure possono essere
illustrati (v. ad esempio questo
progetto
Ambinfanzia sui semi), quanto per mostrare le diverse situazioni dei terreni
in cui le
piante sono in grado di svilupparsi e quindi qual'è la loro
capacità di colonizzare ambienti diversi (nel nostro caso, per
confronto, questi ambienti potrebbero essere: cotone, terra, marmo, carta, ...). Questa capacità pone
le basi per successive colonizzazioni, ad opera di piante superiori e
animali.
Da qui l'importanza della preventiva colonizzazione delle piante per un fruttuoso
insediamento umano successivo alla colonizzazione del mondo vegetale.
È anche il caso di far notare che le piante utilizzano l'anidride
carbonica nel ciclo della clorofilla e producono ossigeno ("mangiano" lo scarico delle automobili e ci regalano ossigeno
- l'aria -
che a noi serve per respirare. Anche per questo dobbiamo rispettare e trattare
bene le piante).
Si può semplificare la situazione con un racconto, una favola - possibilmente anche drammatizzata -, su due cavalieri che vanno uno nel deserto e l'altro in una zona ricca di vegetazione. Il primo muore in breve tempo insieme al cavallo; il secondo trova acqua e animali da cacciare, mangia ortaggi e frutti, insieme al suo cavallo, si scalda e cuoce il cibo bruciando legna, costruisce ripari e capanne: in una frase, vive bene grazie alle piante. Il racconto è schematizzato nella scheda 7 che sicuramente può essere disegnata meglio. |
![]() | Migrazioni dovute a guerre, ricerca di territori migliori, carestie, calamità improvvise o mutamenti climatici (periodi glaciali e periodi interglaciali) hanno generato, nei secoli o nei millenni, la colonizzazione non solo dei territori climaticamente migliori ma anche di quei luoghi dove i vantaggi potevano essere di altro genere, tipo abbondanza di risorse alimentari animali, concorrenza (google-earth, Google Maps, un po' di storia, 2, 3, 4) di altri popoli minore o assente - si pensi agli abitanti delle zone artiche, dai Lapponi (meglio usare il termine Sami o Saami che significa "il popolo degli uomini") agli Inuit del Canada, agli Inupiaq del nord dell'Alaska o agli abitanti delle zone desertiche, come i Tuareg del Sahara. | ![]() |
L'uomo, per sua natura, costruisce strumenti e manufatti in grado di
rendere migliore la sua esistenza. In parole povere modifica l'ambiente
circostante e lo adatta alle sue esigenze. Questo viene fatto in vari modi e
con diversi livelli di intensità: da un lato possiamo ricordare
l'uso di blocchi di neve pressata (non di ghiaccio, durissimo anche
solo da scalfire!) per la costruzione dell'igloo - fino a 50-60 anni fa casa
da caccia invernale degli Inuit - o la costruzione di utensili di
osso (coltelli, raschietti
(2) (3) (4) per il grasso, aghi (2) ...) e dall'altro
palazzi, dighe, centrali elettriche a carbone e nucleari, camion, armi da
fuoco, navi, aerei.
Indipendentemente da ogni giudizio morale, è evidente che il
secondo tipo di interazione con l'ambiente è sì distruttivo per
l'ambiente stesso, ma è particolarmente adatto all'umano desiderio di
dominare la natura e all'umana capacità di imparare dalle precedenti
esperienza proprie e altrui; da questo risulta un tipo di sviluppo
accelerato, in cui le evoluzioni successive di uno strumento qualsiasi si
susseguono a ritmi ormai frenetici [è quasi una
leggenda metropolitana quella che afferma che acquistare il più
sofisticato personal computer o telefono cellulare sul mercato significa
portare a casa uno strumento già vecchio].
Bisogna considerare che uno sviluppo tecnologico tanto tumultuoso quanto
quello che stiamo vivendo, non può esistere se non è sostenuto
dal "comune sentire" della grande maggioranza delle popolazioni che lo
adottano. È quasi implicito che un tale sviluppo si appoggia sulla
"pelle" dei popoli che non lo adottano o che sono in procinto di adottarlo,
ma ancora in fase arretrata. Perché si procede a tappe forzate verso uno sviluppo tanto forte? I motivi sono molti, ma alcuni possono essere
sottolineati dalla tabella, relativa all'Italia e con confronto con i paesi
in via di sviluppo, presa dalla banca dati della Banca Mondiale (della quale è possibile visitare il sito).
Ancora, si può visitare un sito demografico nel quale sono mostrate le piramidi della popolazione (piramidi del sesso e dell'età) per tutti i paesi del mondo. |
L'argomento della nascita dell'uomo come essere praticamente senza
difese e la sua lunga battaglia contro i concorrenti e gli aggressori
- animali e vegetali - è troppo complesso per essere trattato in poche
righe (e da un astronomo).
In questo momento, e per i nostri fini, è più interessante
cercare di capire come mostrare ai bambini (magari ai più grandi) i
due tipi di sviluppo: uno più "ecologico", che produce materiali
biodegradabili e l'altro più "tecnologico" che produce deturpazioni
perenni di ecosistemi e addirittura la loro scomparsa su ampie aree della
Terra in cambio della semplificazione, spinta al limite massimo, della vita
umana.
Operativamente, si può agire in vari modi. Ne propongo uno che si articola in diverse tipologie di costruzione e che dovrebbe, nei limiti del possibile e dell'età, far notare ai bambini i diversi gradi di "manipolazione-modifica" dei materiali, in rapporto alla resistenza dei manufatti (case). Farei anche notare la biodegradabilità - riciclabilità dei singoli materiali, come nella scheda 10 e nella scheda 10-1. Metterei in evidenza anche la quantità di energia (... la fatica...) necessaria a produrli. |
L'uomo è un animale sociale. Questo significa che da sempre si è riunito in comunità (branchi) alle quali ha contribuito, come singolo individuo, con le sue varie capacità individuali, per una più efficiente divisione del lavoro. In cambio ha ricevuto dal branco soluzioni a problemi che non sarebbe stato in grado di risolvere da solo, come sicurezza, maggiore certezza di nutrimento, maggiore facilità a riprodursi.
L'evolversi dell'uomo, anche nei climi e nelle condizioni più diverse - dalle più facili alle più difficili - non ha modificato il desiderio e la necessità di raggrupparsi in comunità, grandi e piccole, che esprimevano interessi e modi di sentire comuni. La costruzione di alloggi familiari privati o riservati ha condotto alla nascita di villaggi e poi di città sempre più grandi e più invasive rispetto al territorio.
Ma per migliaia di anni gli insediamenti rimasero autentici villaggi,
piccoli e di dimensioni simili, popolati da famiglie con proprietà e
status equivalenti, evidentemente non sottoposti ad autorità statali,
privi di edifici pubblici e officine. Le società egalitarie
furono in essere a lungo, dopo l'introduzione dell'agricoltura. Si è
piuttosto sicuri che questa era la situazione nella Mezzaluna Fertile e
nelle aree dove si erano diffuse le innovazioni agricole.
Nel sud-ovest dell'Asia (Mesopotamia) le cose cominciarono a cambiare attorno al 6000 a.c., quando le società agrarie divennero sempre più complesse grazie all'irrigazione e alla coltivazione su scala sempre maggiore. Ci sono prove della comparsa delle disuguaglianze sociali: la dimensione delle case comincia a variare; certi hanno più di altri e vengono sepolti con i beni più preziosi; aumenta la specializzazione; appaiono gli edifici del potere e i laboratori; il villaggio si diversifica sempre più. Il periodo tra il 7000 e il 5000 a.c. si chiama epoca formativa sia per lo sviluppo degli Stati che per l'urbanesimo (i due fenomeni andavano di pari passo) nell'Asia sud-occidentale. Poco dopo il 6000 a.c. nel basso bacino del Tigri-Eufrate si era formato un grande stato con alcune città, tra le quali Uruk. Con la presenza di edifici sacri e pubblici, caserme, laboratori ed edifici privati di varie dimensioni, la società egalitaria era diventata la società stratificata e la città era diventata il fulcro della civiltà. |
Perché le città diventano sempre più grandi? Non esiste una spiegazione univoca e inconfutabile del perché dal villaggio nasce la città, ma sicuramente si può dire che:
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In ogni caso, e qualunque sia la loro situazione, gli uomini si costruiscono
attorno una cerchia (in genere piccola) di amici e una (in genere
più grande) di conoscenti insieme ai quali apprendono, confrontano
conoscenze, affinano le capacità sociali, realizzando così una "rete di
protezione" alla quale rivolgersi nei momenti più diversi (di gioia o
di dolore).
La capacità di intessere relazioni tra individui nasce e si
sviluppa fin dai primi anni di vita, soprattutto a partire dall'ambito
familiare; per i bimbi che frequentano la scuola dell'infanzia, quest'ultima
diventa un importante, ulteriore stimolo per la costruzione di rapporti
interpersonali. È quindi essenziale sviluppare lo scambio di idee - la
difesa delle proprie idee e l'accettazione di quelle degli altri dopo
attenta analisi.
Questo aspetto viene sicuramente affrontato in altri corsi in modo
più approfondito e per questo non mi dilungherò oltre.
I primi sono molto attenti e presenti nelle discussioni, intervengono su tutto, alimentano le conversazioni: in breve, facilitano il lavoro dell'insegnante nel riempire una giornata di lavoro. I bambini invisibili, invece, non prendono posizione, si rinchiudono in se stessi, sembrano disinteressarsi della discussione del momento e sembrano non avere idee su nessun argomento; il lavoro dell'insegnante sembra sbattere su un muro di gomma e rimbalzare indietro. Lavorare con l'intera classe, cosa assolutamente necessaria, può avere per questi bambini "invisibili" l'effetto di spingerli ancora di più nel loro isolamento. Non spetta certo a me dare ricette per risolvere il problema, ma vorrei suggerire l'utilizzo di piccoli gruppi (3-5 bambini) in alcune attività di "ricerca" e discussione (più alto, più basso, più vicino, più lontano, perché si vede da una stanza e non dall'altra, ecc.) con lo scopo, sia di far apprendere meglio che di far valutare positivamente le idee e le convinzioni dei bambini invisibili. |
Schede Scheda 0 Scheda 1 Proiezioni Scheda 2 Scheda 2-1 Scheda 3 Scheda 4 Scheda 5 Scheda 6 Tabella 1 Scheda 7 Scheda 7-1 Scheda 8 Scheda 9 Scheda 10 Scheda 10-1 Cartografia
(Storia)Cartografia
antica e modernaRondelli- Mappe (pdf)
Immagini
Lucy Venezia Venezia (Google) Disegni da colorare
Siti Piramidi sesso-età Piramidi sesso-età (US Census Bureau) banche dati
Istat Banca
Mondiale-dati Scala tempi Geol. Il pesce madre (articolo Nature) Il pesce
madre (filmato) Venezia, Google Maps,
Orto Orto
(itis,indicazioni) Orto (elem. Pinerolo)
Il Cucciolo Rimondi (Ambinfanzia)
Scuole
Progetto Ambinfanzia (Marche)
Materna Tangram (paritaria)
Materna Angelica (Chievo)
Materna Sabin (Novara)
Materna Puffilandia (pedag. clinica)
School-Home Links (USA)
Modern Montessori Singapore
C. McAliffe Elementary School (Florida)
Ultimo aggiornamento: 1.3.13