L'oggetto più appariscente del cielo diurno è certamente il Sole.
Non ci interessa tanto la sua struttura interna, quanto il percorso giornaliero e annuale attraverso il cielo; tuttavia, ricordiamo brevemente gli elementi essenziali della sua struttura e della sua evoluzione. Il sole è una stella - una stella media o medio-piccola - e questo significa che, come tutte le altre stelle, trae la sua energia dalle reazioni nucleari (per la cronaca, 4 atomi di idrogeno si uniscono per formare un atomo di elio. In questa operazione c'è un minuscolo eccesso di energia, nel senso che 4 protoni pesano più [il 7 per mille in più!] di un nucleo di elio e questa massa in eccesso si trasforma in energia [ricordate: E=mc2] che viene emessa nello spazio: è l'energia del Sole e di tutte le stelle simili. Vedere anche questa foto). | ![]() |
Bisogna notare che la "costanza" dell'irraggiamento solare è tale solo approssimativamente. La costante solare varia ed è variata in connessione con l'oscillazione dell'asse di rotazione terrestre o del piano dell'eclittica. E' possibile mettere in relazione le variazioni della costante solare con i successivi periodi glaciali e interglaciali che, numerosi, hanno caratterizzato e tuttora caratterizzano l'evoluzione della Terra. |
Il moto dei pianeti
Attorno al Sole ruotano otto
pianeti, tra cui la Terra (vedere il progetto Ambinfanzia sul
moto dei pianeti ,
copia locale); poco meno di un
centinaio di satelliti; alcune migliaia di pianetini o
asteroidi, grossi sassi soprattutto concentrati in zone ben
delimitate; un numero imprecisato di comete, definite come "palle
di neve sporca", provenienti dagli
estremi confini dell'influenza
solare, molto oltre il pianeta più lontano. Tra i pianetini, ci sono oggetti (detti NEO,
acronimo per "Near Earth Objects"), in genere di piccole dimensioni, le cui orbite li portano ad avvicinarsi
alla Terra. Il rischio di urto con la Terra (impatto) li porta ad essere oggetto di periodiche
campagne di stampa.
Per una descrizione "seria" e contemporaneamente divulgativa del recente (15 febbraio 2013)
impatto di un meteorite in Russia, sugli Urali, si può
leggere questo articolo
(sito originale).
UdA sul viaggio della cometa di Halley |
I corpi del sistema solare si muovono attorno al Sole con moti regolari e prevedibili, seguendo la legge di gravitazione di Newton e le tre leggi di Keplero che dicono:
I pianeti ruotano attorno al Sole su orbite ellittiche
delle quali il Sole occupa uno dei fuochi.
Questo significa che la distanza tra pianeta e Sole varia in continuazione: esiste allora un "perielio" e un "afelio", cioè un punto (o un istante) di massima vicinanza e uno di massima lontananza, rispettivamente. |
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Un pianeta percorre in tempi uguali archi
di ellisse che delimitano aree uguali (si dice che è costante l'area
"spazzata" dal raggio vettore o, in modo più tecnico, che è
costante la velocità areolare).
Questo significa che la velocità lungo l'orbita non è sempre la stessa (un pianeta è più veloce al perielio e più lento all'afelio come si vede nell'animazione) . |
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Il semiasse maggiore a dell'orbita di un pianeta e il suo periodo di rivoluzione T (il tempo necessario per compiere un'orbita attorno al Sole) sono legati dalla relazione: |
con K costante. |
Ricordiamo che l'ellisse è il luogo dei punti per i quali è costante la somma delle distanze da due punti, detti fuochi. | ![]() |
Ogni persona che guarda il cielo da un punto qualunque della superficie
terrestre vede se stessa al centro di una sfera, di raggio indefinito,
sulla quale si muovono il Sole, la Luna, le stelle. La sfera -
della quale l'osservatore vede la metà sopra di lui, limitata
dall'orizzonte - è detta sfera celeste.
I corpi celesti, che appaiono "incastonati" sulla sfera celeste,
partecipano al suo moto e, in generale, assumono le stesse posizioni ogni 24
ore. Sappiamo che il "moto" della sfera celeste è dovuto alla
rotazione della Terra attorno al suo asse. Alcuni corpi, al passare dei
giorni e dei mesi, si muovono rispetto
alle stelle, che sembrano restare ferme una rispetto all'altra e appaiono
quindi "fisse". Questi corpi sono la Luna, i pianeti, il Sole e
poi gli asteroidi, le stelle cadenti (meteore e meteoriti), le comete:
il Sole, dopo 365 giorni, ritorna nella posizione iniziale. Anche in
questo caso il moto è solo apparente: è la Terra a muoversi e a
"vedere" il Sole proiettato in posizioni sempre diverse rispetto alle stelle,
come è schematizzato nel disegno.
Una prima rappresentazione della sfera celeste è allora quella
mostrata a lato, dove PP' è l'asse del mondo e ZZ' la verticale
dell'osservatore. Lungo l'orizzonte sono anche indicati i punti cardinali.
Da un punto di vista osservativo, il punto P può essere identificato con la stella Polare. Si può dedurre da questa semplice constatazione (e dal disegno che segue) che l'altezza del polo celeste sull'orizzonte fornisce la latitudine geografica del luogo di osservazione, indicata nei disegni della sfera celeste con l'angolo ![]() La misura dell'altra coordinata, la longitudine, è invece più complessa e implica la costruzione di orologi precisi e stabili. Se necessario, si può leggere un breve approfondimento, oppure si possono leggere le pagine web cui si fa riferimento nell'approfondimento. | ![]() |
È facile dedurre da quanto detto - ma si può anche osservare (altra) direttamente - che le stelle si muovono secondo cerchi, paralleli all'equatore celeste, i cui centri si trovano lungo l'asse del mondo (la retta PP'). Alcune traiettorie di stelle sulla sfera celeste, sono mostrate nel disegno a fianco. Le stelle più vicine al polo celeste (1 e 2) mostrano completamente il loro tragitto; per quelle più vicine all'equatore celeste (3), l'orizzonte del luogo di osservazione "oscura" parte del cammino. Le prime sono dette stelle circumpolari mentre le altre sono le normali stelle che sorgono e tramontano. I punti in cui il cammino delle stelle incontra l'orizzonte (l'alba e il tramonto) sono stati evidenziati come due pallini rossi. Tre foto (1, 2, 3) mostrano l'uso di un semplice strumento per visualizzare l'asse polare e le traiettorie delle stelle. | ![]() |
La Terra ruota attorno al Sole, ma essendo gli osservatori di questo moto
proprio sulla Terra, apparirà loro che a muoversi è il Sole.
Infatti lo si vede spostarsi attraverso le stelle nel corso di un anno per
poi assumere nuovamente le posizioni precedenti.
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L'eclittica è mostrata nel disegno successivo. L'intersezione con la sfera
celeste di un asse perpendicolare al piano dell'eclittica definisce i
Poli dell'eclittica (![]() ![]() |
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Nel disegno di Fig.1 si notano i due punti di intersezione tra l'equatore
celeste e l'eclittica, indicati con le lettere e
e
chiamati, rispettivamente, nodo ascendente e nodo discendente
dell'eclittica.
Gli istanti di tempo in cui il Sole passa per questi due punti definiscono
gli equinozi, situazioni in cui sulla Terra la durata del giorno
uguaglia quella della notte, indipendentemente dalla latitudine. Ricordando
il sistema di coordinate equatoriali, è
possibile dare una definizione più "astronomica" del nodo ascendente:
è il punto che identifica
l'equinozio di primavera, in cui il Sole
passa
da declinazioni negative a declinazioni positive.
Se
si preferisce, il nodo ascendente è il punto (o l'istante di tempo) in cui
il Sole ha declinazione pari a zero gradi nel suo moto annuale (cioè
lungo l'eclittica): questo significa che nel suo moto diurno, il
giorno dell'equinozio, il sole percorre l'equatore celeste.
Il nodo ascendente o punto gamma ha quindi un'importanza notevole,
sia nella definizione delle stagioni che come punto da cui si comincia a
contare la coordinata orizzontale (l'ascensione retta) nel sistema di
coordinate equatoriali: malgrado questa importanza, però, il punto
gamma è del tutto anonimo sulla sfera celeste, come di vede da questa immagine tratta da Google
sky, dove il quadratino marca la sua posizione. La
declinazione del Sole - l'altezza sopra l'equatore celeste - continua a
crescere (da cui il nome del nodo) fino a raggiungere un massimo (A,
in figura) pari a 23º27': il Sole si trova al solstizio d'estate.
Da questo momento la declinazione del Sole inizia a decrescere ma resta
positiva fino al nodo discendente - l'equinozio di autunno - al di
là del quale diventa negativa e raggiunge il valore minimo di
-23º27' nel punto B: si è al solstizio di inverno. Gli
equinozi avvengono attorno al 21 marzo e al 21 settembre, mentre i solstizi
attorno al 21 giugno e al 21 dicembre.
Questi quattro istanti definiscono l'inizio delle stagioni che
verranno ora descritte sommariamente, per l'emisfero nord:
Questo aspetto delle variazioni di altezza del sole sull'orizzonte viene illustrato nella UdA preparata per i bambini di prima elementare.
La situazione può essere rappresentata dal disegno successivo, con il
Sole al centro e l'osservatore posto lontano dalla Terra,
o dalla sua
sezione schematica, relativa ai soli solstizi, in cui è mostrata la
linea luce-buio, detta terminatore, perpendicolare ai raggi solari.
Da un punto di vista puramente astronomico, le caratteristiche generali
delle stagioni dipendono dalla quantità di calore che la Terra riceve
dal Sole giorno dopo giorno. Per questo bisogna tenere conto di due
fattori astronomici:
Una foto mostra come varia il punto del sorgere del Sole nel corso dell'anno [Vista completa]; [Vista di insieme].
Il moto del Sole (cioè della Terra)
non è regolare e uniforme nel corso dell'anno, come abbiamo visto
parlando delle leggi di Keplero: non possiamo quindi utilizzare il Sole come
orologio. Al suo posto utilizziamo un astro fittizio - detto Sole medio
-
che percorre con velocità costante un'orbita circolare; su questo
Sole medio costruiamo i nostri orologi. È quindi importante misurare,
istante per istante, le differenze di posizione e di tempo tra il Sole
"vero" e il Sole "medio" e questa misura avviene tramite un grafico, detto
Equazione del tempo, che esula dagli scopi del corso. Da un punto di
vista esclusivamente "visivo", invece, si può fotografare il Sole
vero ogni giorno sempre alla stessa ora (cioè alla stessa posizione
del Sole medio) e quindi registrare la differenza tra i due "Soli" nel corso
di un anno, sotto forma di una curva a forma di 8 nota con il nome di
analemma (a volte questa curva si
vede su antichi mappamondi o su meridiane (Campertongo, Merano).
Gli analemmi mostrati sono il risultato di due serie di foto fatte, ogni serie,
alla stessa ora nel corso di un anno, ad Atene: le immagini
delle rovine del Tholos di Delfi e del Partenone sono state aggiunte
successivamente. Per una spiegazione semplice dell'analemma leggere questo testo. Il filmato (.mov)
mostra come si forma l'analemma.
Durante il mese lunare, la Luna attraversa tutti i segni dello Zodiaco,
più l'arco che, nel mese lunare, il Sole
percorre verso il segno zodiacale successivo - circa un segno. Dunque, in un
mese lunare, la Luna percorre circa 13 segni zodiacali.
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Sono tre le teorie sull'origine della Luna delle quali è
possibile discutere, tenendo presente che nessuna di queste è immune
da difetti e da difficoltà interpretative. Non esiste una teoria
accreditata, anche se si pensa che la risposta giusta al problema
dell'origine della Luna possa essere una variazione delle teorie
riportate più in basso o anche qualche loro combinazione.
Fissione: la Terra subito dopo la sua formazione ruota abbastanza rapidamente (con un periodo di 2-3 ore) da generare un forte schiacciamento ai poli; il conseguente rigonfiamento equatoriale è dinamicamente instabile e facilmente si stacca dalla Terra, dando origine alla Luna. Questa teoria non è in grado di spiegare la composizione chimica diversa tra la Terra e la Luna, e cade anche sulla dinamica del sistema Terra-Luna. Infatti richiede che il momento angolare del sistema sia molto più elevato di quanto si osserva ora e non esiste alcun modo di spiegare l'eventuale diminuzione che l'avrebbe portato ai livelli attuali. | ![]() |
Cattura: la Luna si è formata in qualche parte lontana del Sistema Solare; solo per caso si è trovata a passare abbastanza vicino alla Terra da essere catturata dal suo campo gravitazionale. Le difficoltà maggiori di questa teoria riguardano la probabilità molto bassa di un incontro come quello descritto e, soprattutto, il fatto che in questo incontro la traiettoria presumibilmente parabolica della Luna abbia dovuto essere trasformata in un'orbita ellittica attorno alla Terra, con una fortissima diminuzione della velocità orbitale. Non si conosce alcun meccanismo in grado di permettere una simile diminuzione. | ![]() |
Accrescimento: la Luna ha la stessa età della Terra e si è formata per aggregazione di materiale e polveri gravitanti attorno alla Terra. Molti degli specialisti propendono per questa teoria, specialmente se viene connessa con l'urto non frontale tra la Terra e un grande planetesimo (cioè un corpo celeste della consistenza di un asteroide o di un pianeta, vedere la scheda 18): in questo caso i detriti dei due corpi avrebbero orbitato sul piano equatoriale della Terra per poi formare, per aggregazioni successive, la Luna. | ![]() |
![]() A destra eclissi parziale. | ![]() | ![]() |
L'eclissi totale è possibile perché la Luna, che è circa 400 volte più piccola del Sole, si trova ad una distanza 400 volte inferiore. Questo è un caso, ma fa sì che il diametro della Luna sia praticamente identico a quello Sole, che viene quindi oscurato completamente. |
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Disegno schematico delle eclissi: se la Luna si trova più lontana dalla Terra (questo fatto è mostrato come una superficie terrestre spostata a destra), l'eclissi può essere anulare. |
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La durata della fase di totalità di un'eclissi di Luna è compresa tra pochi minuti e 1 ora e 45 minuti (circa 100 minuti), in funzione delle posizioni relative della Terra e della Luna. |
È molto raro che durante un'eclissi totale la Luna scompaia
completamente; normalmente assume una
debole
colorazione ramata, dovuta al
fatto che l'atmosfera terrestre assorbe la luce blu proveniente dal Sole e
lascia passare, trasmette, quella rossa. Altre sfumature di colore mostrate
dalla Luna dipendono dal livello di attività solare al momento
dell'eclissi.
Scheda 14 (il cielo) | Sito delle eclissi (Espenak) | |
Scheda 17 (cerca-stelle) | Formazione Luna da impatto (flash) | |
Scheda 18 (form. Luna) | Filmato accrescimento | |
Analemma | Filmato impatto | |
Viaggio con Halley | Sole, Luna, Dì e Notte (sc. 33, UdA) | |
UdA: Viaggio con Halley | Cometa Machholz | |
Comete Jager e Rhemann (25.5.06) | posizione del polo celeste | |
eclissi totali 2000-2025 | eclissi totali 2026-2050 |